Pubblicato da: aceticoglaciale | dicembre 4, 2009

ACETICO GLACIALE – silloge poetica

Alessandro Tacconi scrive poesie perché non ci sono più gli artigiani di una volta. Infatti le gambe dei tavoli ballano, le finestre spifferano e le porte non si chiudono bene. Un libro di poesie può tornare molto utile in ognuna di queste situazioni, dipende solo dallo spessore del volume!

Dalla prefazione redatta da Simone Bedetti: “… siamo condannati al postmoderno, e la parola poetica – ridondante, al contempo piena e vuota, inafferrabile ma spesso assai meno risolutiva del significato che le attribuiamo – appare come la prediletta per cogliere i frammenti in cui la realtà si è frantumata e comprendere il modo frammentario in cui ogni giorno, ogni istante facciamo esperienza della realtà, alternando come un flusso di pensiero senza sponde Pasolini e V per vendetta, il Grande Fratello, i Pacs, Mishima, Moccia, la morte di Anna Nicole Smith, Lost, De Oliveira, la Terza Guerra Mondiale, il Mahabharata, le dichiarazioni di Calderoli, Tom Robbins, Heimat, le pubblicità di Dolce e Gabbana, le vacanze in Thailandia, il Bagaglino, lo scontro di civiltà, Dylan Dog, T.S. Eliot, la Bibbia, Buona domenica, la Tav, Bret Easton Ellis, le interviste di Daria Bignardi, Edgar Morin, Martin Heidegger e la redenzione di Paolo Calissano”.

Albalibri, 2007, p. 112, 10,00 euro

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